Aumentare la fertilità con l’aiuto del Reiki

Il supporto che il Reiki offre durante la gravidanza, il parto ed i primi mesi dopo la nascita del bambino è ampiamente noto. Meno conosciuto invece è il ruolo che questa tecnica può avere nel periodo precedente, quello in cui una nuova vita viene concepita. I trattamenti Reiki infatti possono migliorare le probabilità di una donna di rimanere incinta attraverso la promozione della salute riproduttiva e globale nonchè riducendo al minimo le condizioni e le malattie che possono contribuire alla sterilità (per esempio lo stress). Tra i reikisti sono piuttosto familiari le numerosissime testimonianze di praticanti reikiste che dopo aver frequentato un Corso tornano a ripartecipare raccontando di essere finalmente rimaste incinte dopo numerose prove e grandi difficoltà e scoraggiamenti.

La mia esperienza con il Reiki è molto positiva infatti grazie a questa pratica sono riuscita ad avere un bambino dopo molti anni di tentativi falliti. Mi sono avvicinata a questo metodo grazie a mia zia e devo dire che dopo aver frequentato il corso e aver cominciato a praticarlo qualcosa nel mio corpo è cambiato. Sono diventata più forte di prima e sono riuscita anche a compensare gli squilibri ormonali, tanto che precisamente un anno dopo aver cominciato la mia esperienza con il Reiki sono rimasta incinta di mio figlio. Lo consiglio quindi a chi ha le stesse difficoltà che ho avuto io in passato” A.M.

Ma non basta, anche alcune grandi cliniche per la fertilità utilizzano e consigliano il Reiki.

La Clinica CFA Columbia Fertility Associates parla così del Reiki: “A differenza dell’agopuntura, che è stata collegata con successo al miglioramento della fertilità in diversi studi scientifici, per il Reiki (più recente come tecnica) non ci sono sufficienti studi basati sull’evidenza. Nonostante questo diverse ricerche hanno dimostrato che il Reiki ha un effetto decisamente positivo sullo stress, la depressione, l’ansia ed il dolore. Tutti elementi che contribuiscono ad alimentare uno stato di infiammazione compromettendo il benessere mentale ed emotivo. Come specialisti della fertilità, siamo consapevoli che l’infiammazione e/o la compromissione del benessere psico-fisico possono diminuire le possibilità di fertilità. Siamo anche consapevoli del legame tra stress e infertilità, quindi lavoriamo a stretto contatto con i pazienti per individuare pratiche di rilassamento che li aiutino. Il Reiki è sicuramente una valida opzione. In realtà, noi crediamo così fortemente che la salute olistica è strettamente legata alla salute della fertilità, che la nostra clinica offre il percorso benessere Serenity, e aiutiamo i pazienti a trovare operatori sanitari alternativi come agopuntori, operatori Reiki, insegnanti di yoga e di meditazione, ecc “. (Fonte)

Il Reiki è consigliato anche dalla Clinica spagnola per la fertilità e la procreazione assistita IVF  che suggerisce trattamenti Reiki per “migliorare la salute di tutto il corpo, compresa la salute riproduttiva. Secondo la clinica le coppie che affrontano l’infertilità sono spesso esposte a stress ed il Reiki aiuta a ridurlo in quanto aumenta il flusso di sangue che va agli organi riproduttivi, stimola la produzione di ormoni, bilancia il sistema endocrino e rafforza il sistema immunitario. Per il ciclo di fecondazione in vitro la clinica propone il Reiki prima e dopo il prelievo degli ovociti (2 sessioni di 1 ora): prima della raccolta delle uova aiuta a ridurre lo stress e favorisce la necessaria maturazione; dopo il prelievo degli ovociti elimina la tensione accumulata nel processo mentre si prepara l’utero per il trasferimento degli embrioni. Per quanto riguarda la fase prima del trasferimento dell’embrione (1 sessione 1 ora prima; 1 sessione dopo 40 min.) i trattamenti Reiki si concentrano sul rilassamento del corpo, in particolare l’utero, che permette di ricevere correttamente l’embrione e nutrirlo. Immediatamente dopo il trasferimento dell’embrione il Reiki riduce l’ansia, stabilizza il sistema endocrino e rilassa l’utero regolando il flusso di energia vitale e aumentando le possibilità di successo. Nei giorni successivi al trasferimento degli embrioni il Reiki è suggerito in qualsiasi momento. Il Reiki viene consigliato anche prima della raccolta dello sperma (2 sessioni di 1 ora) perchè aiuta a migliorare la disfunzione erettile ed aumenta la qualità, la quantità e la motilità degli spermatozoi.” (Fonte)

Ecco quello che suggerisce Dawn Flemming (Master Reiki, Life Coach, insegnante e scrittrice) nel suo articolo “Reiki and fertility” rispetto a come supportare la fertilità attraverso il Reiki:
“A differenza del campo medico dove i medici per analizzare l’infertilità misurano i livelli ormonali, lo sviluppo del follicolo, le anomalie anatomiche ed altro, il Reiki non può individuare modelli specifici perchè le persone, in termini di dinamica energetica, sono profondamente diverse. L’unica cosa in comune è che l’energia di ogni donna con problemi di fertilità è in qualche modo diminuita, ma la ragione dei bassi livelli di energia è diversa per ciascuna di loro. …. Il Reiki può essere utilizzato in tutto il ciclo di una donna per sostenere la crescita dei follicoli ed il reclutamento di ovuli sani, la fecondazione dell’ovulo e l’impianto dell’embrione nell’utero. Il Reiki fornisce anche l’equilibrio emotivo e mentale necessario per allinearsi con il processo della fertilità in un modo più positivo. E’ molto scoraggiante infatti per una donna sentirsi dire dalla comunità medica che deve rinunciare alla gravidanza quando lei invece desidera crearsi una famiglia. La negatività si diffonde nei suoi campi emozionali ed energetici creando blocchi. Il Reiki da questo punto di vista la nutre dandole la sensazione che tutto si risolverà per il meglio e che tutte le parti del suo essere stanno lavorando verso la creazione del massimo bene per tutti. L’energia segue il pensiero e condiziona le nostre emozioni. E’ importante per le donne con problemi di fertilità sapere che il trattamento Reiki per riequilibrare il sistema energetico dovrebbe iniziare il più presto possibile quando si sta prendendo in considerazione il concepimento con altri strumenti. In questo modo si fornisce al sistema energetico della donna il tempo per essere riequilibrato e rinforzato in previsione dell’esperienza che sta per iniziare”.

Leggi la testimonianza di Virginia Anderson sui suoi problemi di infertilità dovuti alla sindrome dell’ovaio policistico.

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