L’impatto dei corsi Reiki su persone affette da HIV/AIDS: uno studio

Nel 2011 la rivista The Permanent Journal ha pubblicato lo studio “Qualitative Assessment of the Impact of Implementing Reiki Training in a Supported Residence for People Older Than 50 Years with HIV/AIDS“. La ricerca qualitativa ha riguardato l’implementazione di un programma di formazione Reiki per i pazienti over 50 residenti in una struttura a Brooklyn (New York) affetti da HIV/AIDS, caratterizzati da abuso di sostanze e/o con disturbi mentali.

Nella ricerca qualitativa (indagine narrativa), l’insegnante Reiki ha tenuto un diario dei 3 anni in cui ha fornito 90 minuti di trattamento Reiki e/o insegnato una volta alla settimana presso la struttura residenziale Housing Works’ East New York. Quarantacinque partecipanti (su 50) hanno ricevuto queste sessioni con varie frequenze. Le storie sono state raccolte da 35 partecipanti che hanno raccontato la loro esperienza con il Reiki. 

La raccolta dei dati è avvenuta in modo qualitativo attraverso delle interviste nelle quali non sono state poste domande specifiche strutturate. Piuttosto, l’obiettivo era quello di stimolare una conversazione sull’esperienza dei partecipanti nel ricevere trattamenti Reiki e nell’imparare a praticare la tecnica. L’insegnante ha registrato le storie raccolte e tenuto un diario delle proprie esperienze rispetto al programma.

Nei risultati emersi tutti i 35 partecipanti hanno riferito di aver ricevuto benefici dalla partecipazione al programma di Reiki: riduzione dell’abuso di sostanze; maggiore capacità di utilizzare altri servizi, in particolare la psicoterapia e la terapia di gruppo; diminuzione dei problemi medici che precedentemente avevano resistito al trattamento di successo.
È stato dimostrato che un programma di formazione Reiki può essere implementato in una struttura residenziale per persone con con HIV/AIDS.
Quando il finanziamento di quel programma si è fermato, le persone hanno continuato a partecipare (difficilmente lo avrebbero fatto senza dei concreti benefici).

La maggiore percezione di autoefficacia delle persone che hanno imparato come offrire sessioni di Reiki agli altri ha prodotto una più positiva capacità di muoversi nel mondo e molti hanno trovato lavoro. Le persone che vivono in questo tipo di comunità hanno uno stress significativo.

L’investimento finanziario necessario per offrire pratiche di auto-cura come il Reiki sembrava in un primo momento ingiustificabile agli amministratori, date le considerevoli esigenze di questi senzatetto. Tuttavia, il beneficio a lungo termine potrebbe essere ampio. I risparmi economici ottenuti grazie alla possibilità che i partecipanti riescano a trovare meglio un lavoro, può più facilmente giustificare il pagamento di un insegnante Reiki. Sfortunatamente, il risparmio viene imputato a settori di costo diversi rispetto a quelli della comunità stessa. Tuttavia, il beneficio del programma Reiki nel migliorare l’umore ed il morale del personale si è rivelato evidente e si è tradotto in un minore stress e riduzione del turnover del personale.

Lo studio voleva anche dimostrare che il Reiki (a volte associato a clienti della classe media o dell’alta borghesia con stili di vita alternativi e New Age) è accettato anche dai senzatetto, da persone vissute per le strade, coinvolte nell’abuso di droga, con l’esperienza del carcere, meno associate a coloro che in genere utilizzano il Reiki. Questa popolazione ha abbracciato con entusiasmo il Reiki e riportato i benefici.

Anche il diario tenuto dall’insegnante Reiki che ha tenuto i corsi è molto interessante.
All’inizio le persone erano silenziose e scontrose. Lentamente, tuttavia, si sono aperte e non vedevano l’ora di iniziare le sessioni e di imparare il Reiki. Inizialmente sembravano interessati più agli incentivi ricevuti per i trattamenti Reiki che ai trattamenti stessi ma durante i primi sei mesi le cose sono cambiate. I partecipanti hanno iniziato regolarmente a chiedere il Reiki e hanno continuato a partecipare alle sessioni anche con l’interruzione dei finanziamenti aiutando spesso spontaneamente l’insegnante a sistemare o mettere via le cose dopo le sessioni. L’insegnante racconta che l’atteggiamento vittimistico di molti, dopo un anno, era scomparso. Dopo i corsi Reiki di primo livello, e soprattutto dopo quelli di 2°, l’umore generale delle persone era notevolmente migliore, anche tra coloro che non avevano direttamente partecipato ai corsi.
Uno di loro ha ripetutamente affermato: “Stiamo cambiando l’energia di questo posto. C’era molta energia negativa, e adesso questo sta cambiando grazie al Reiki“. Non solo, un partecipante ha descritto con un certo orgoglio che, offrendo Reiki, stava facendo qualcosa di importante che il personale non era in grado di fare e che poteva persino offrire qualche sessione al personale stesso.
L’insegnante ha riferito che lo stesso staff dell’Housing Works è diventato più amichevole. Il responsabile della Terapia con le Arti Creative ha commentato: “Quello che stai facendo è  aiutare davvero queste persone. Questo programma ha cambiato loro la vita“.

Lo studio è stato pubblicato integralmente su PubMed.
Consulta gli altri studi sul Reiki.

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