Cefalea, emicrania e mal di testa: ecco cosa può fare il Reiki

L’emicrania è un problema che interessa il 14% della popolazione mondiale. I numerosi studi condotti fino ad oggi non hanno chiarito i meccanismi alla base dell’emicrania che attualmente è considerata una patologia multifattoriale alla cui origine concorrono sia fattori ambientali che genetici. Il Reiki, che agisce in maniera sistemica su tutto l’organismo riequilibrandolo, può rappresentare un utile strumento complementare per il miglioramento dei sintomi nelle numerose persone che soffrono di mal di testa.
Il Reiki è una tecnica terapeutica non invasiva che può ridurre la frequenza delle emicranie, ridurre la gravità delle emicranie o alleviare il dolore durante un attacco di emicrania. Ecco alcuni degli effetti del Reiki sull’emicrania:

  • Riduzione delle sensazioni di stress: lo stress è un precursore del mal di testa per molte persone che soffrono di emicrania. Ridurre il più possibile lo stress evita che si verifichino emicranie legate allo stress. Gli studi hanno dimostrato che il Reiki riduce lo stress e induce sensazioni di rilassamento.
  • Dolore meno intenso: Gli studi hanno anche dimostrato che le persone con varie condizioni dolorose sono suscettibili di riportare meno dolore dopo aver partecipato a sessioni di Reiki. Poiché il dolore è la caratteristica distintiva delle emicranie, è ovvio che la riduzione delle sensazioni di dolore è molto utile per chi ne soffre.
  • Miglioramento dell’umore: l’emicrania e la depressione spesso vanno di pari passo. Il Reiki può migliorare l’umore delle persone (vedi gli studi) che sono inclini all’emicrania, il che a sua volta può ridurre la probabilità di futuri attacchi di emicrania.

Dal 2000 al 2004 la dott.ssa Luisa Merati ha coordinato un progetto di ricerca sull’efficacia del Reiki nella terapia dell’emicrania presso l’Ospedale S. Carlo Borromeo di Milano intitolato “Le tecniche di rilassamento come trattamento integrativo nella cura del dolore”. Scopo principale dello studio è stato quello di verificare se il Reiki, in supporto alla terapia farmacologia convenzionale, è in grado di ridurre la frequenza di attacchi di emicrania, l’intensità e la durata del dolore, migliorare la qualità di vita del soggetto sofferente di emicrania ma anche ridurre il numero di giornate lavorative perse ed il ricorso a prestazioni sanitarie.
Lo studio ha valutato tre momenti: basale, alla conclusione del ciclo Reiki, a mesi dalla conclusione del ciclo Reiki (follow up) ed è stato composto da 8 trattamenti completi Reiki, effettuati a cadenza settimanale (due mesi di trattamento).
Emerge che il Reiki è un’ottima tecnica di rilassamento ed analgesia e che, in supporto alla terapia farmacologica convenzionale, è in grado di ridurre:
• la frequenza di attacchi di emicrania del 50%
• l’intensità e la durata di ciascun attacco
• la depressione che accompagna lo stato di malattia
• il numero di giornate lavorative perse e il ricorso a visite mediche
I benefici apportati da un ciclo di 8 sedute settimanali di Reiki si sono prolungati per almeno sei mesi dalla conclusione del ciclo stesso.
Ecco il resoconto completo dello studio tratto dal sito di The Geneva Foundation for Medical Education and Research

Presso lo stesso Ospedale, inoltre, è stata operativa un’iniziativa finanziata dalla Regione Lombardia nell’ambito del progetto “Osservazioni e valutazioni di procedure terapeudiche di medicina complementare”.
I pazienti potevano accedere al Centro di Medicina Psicosomatica dell’Ospedale San Carlo Borromeo con impegnativa per visita c/o ambulatorio di Medicina Psicosomatica pagando le prestazioni secondo le tariffe del S.S.N. Alla prima visita faceva seguito una richiesta interna di un ciclo di otto visite durante le quali venivano praticate le sedute di Reiki a cadenza settimanale.
All’inizio e alla fine del trattamento erano praticati test psicodiagnostici e somministrati dei questionari per valutare l’andamento dei sintomi. I pazienti sono stati controllati dopo 6 mesi e un anno. I pazienti sono stati per la maggioranza donne, coniugate, di età media 37 anni ed alla fine del trattamento si sono dichiarate molto soddisfatte dell’esperienza.
Il trattamento reiki, ha indotto, nella quasi totalità delle sedute, uno stato di rilassamento medio/profondo: questo dato è particolarmente interessante in quanto il paziente cefalalgico, più di altri, incontra difficolta ad abbandonare il controllo ed a lasciarsi andare.

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Consulta gli altri numerosi studi sul Reiki.

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