Come scegliere un operatore o un insegnante di Reiki?

Può accadere che quando si decide di sperimentare per la prima volta il Reiki, chi vuole ricevere il trattamento abbia avuto il contatto di un operatore/insegnante da una persona di sua fiducia. Spesso però capita che si venga a conoscenza del Reiki per puro caso o per sentito dire da persone con cui non siamo in confidenza o navigando nel web.

Ci si sente attratti dalla tecnica e si desidera provarla senza però avere un contatto preciso da chiamare. Quello che succede di solito in questi casi è che si cerca in internet un fornitore vicino al proprio luogo di residenza.
Ma come fare a sapere se il professionista a cui pensiamo di rivolgerci sia effettivamente competente in materia e pratichi il Reiki onestamente e nel rispetto del metodo Usui (vedi la storia del Reiki)?
Ecco qualche elemento di valutazione che vi aiuterà ad orientarvi nel mercato del Reiki limitando al massimo gli “incidenti” di percorso tipici di chi è alla ricerca di un fornitore di servizi.

Certificazioni? Valgono il giusto…

Per quanto riguarda la figura professionale dell’operatore/insegnante Reiki, ad oggi in Italia la pratica e l’insegnamento di questa tecnica (come quello delle discipline energetiche, bio-naturali, olistiche ecc) non ha alcuna regolamentazione legislativa né riconoscimento da parte dello Stato (per approfondire clicca qui). Quindi bollini e certificazioni varie aiutano davvero poco purtroppo.

Diplomi di frequenza e livelli Reiki posseduti

Un vero professionista Reiki possiede degli attestati di frequenza che almeno indicano dove, quando e con quale scuola/insegnante ha acquisito i vari livelli di Reiki. Alcuni li rendono visibili presso il proprio studio/sede e comunque possono mostrarli su vostra esplicita richiesta.
Da queste attestazioni potrete ricavare un certo numero di informazioni.
È bene premettere che l’energia Reiki fluisce e va dove serve, a fare quel che occorre durante qualsiasi tipo di trattamento. Quello che differenzia i trattamenti sulla base dei livelli è la capacità di circoscrivere l’area di azione del Reiki. Un operatore di secondo livello, per esempio, può agevolare al meglio l’auto-guarigione di sintomi fisici, disturbi emotivi e problematiche psicologiche, realizzare trattamenti a distanza e trattare non solo individui ma anche situazioni. Un operatore di terzo livello può meglio focalizzarsi sulla dimensione spirituale facilitando l’equilibrio della parte più profonda magari in occasioni di eventi e fasi della vita particolarmente pesanti o importanti e anche utilizzare il prezioso Allineamento Reiki. Il Master Reiki, infine, possiede le conoscenze e le tecniche per insegnare il Reiki e rendervi autonomi.
E’ importante che i vari livelli siano stati frequentati correttamente in termini di tempo. Prendere il secondo livello contemporaneamente o ad una settimana dal primo non è consigliabile. Occorre che tra i vari livelli intercorra un adeguato lasso di tempo che permetta la pratica sia su stessi (prima di tutto) che su altre persone.

Abbigliamento

Un professionista Reiki NON vi chiederà mai di spogliarvi per sottoporvi al trattamento. Il Reiki non ha bisogno del contatto diretto con il corpo del ricevente per fluire. Non esiste dunque alcun motivo valido perché vi si chieda di spogliarvi. E questo tra l’altro è anche un grande vantaggio del Reiki, perché 1) permette all’operatore di non appoggiare direttamente le mani su quei punti che potrebbero risultare fastidiosi al ricevente, quali occhi, naso, gola, petto e area genitale; 2) chi si trova in imbarazzo senza abiti e magari proprio per questo non si farebbe mai fare un massaggio rilassante classico, può invece recarsi tranquillamente ad un trattamento Reiki.
Non solo non occorre spogliarsi ma spesso, durante un trattamento Reiki, la temperatura del corpo si può abbassare anche di molto, per cui è consigliabile utilizzare una copertina per il ricevente.
Un operatore Reiki professionale vi chiederà quindi di presentarvi con abiti comodi che vi facciano sentire a vostro agio, e vi chiederà, al massimo, di togliere, per vostra comodità, oggetti come occhiali, scarpe e cinta dei pantaloni, che potrete riporre accanto a voi durante il trattamento.

Neutralità e antidogmatismo

Il Reiki non è una religione, una filosofia, uno stile di vita. Il professionista Reiki serio non vi chiederà di aderire a nessun credo e a nessuna disciplina. Non vi chiederà di firmare nessun documento in questo senso nè di fare lasciti in denaro o di altro tipo in aggiunta al pagamento del trattamento stesso o del corso di Reiki che volete frequentare. Vi potrebbe venire richiesto al massimo di firmare per la legge sulla privacy, ma questo è un altro discorso. Non cercherà di indurvi a credere che per farsi fare un trattamento Reiki o per prendere i livelli Reiki bisogna essere devoti al Master Reiki stesso o ad altri individui.
Non esiste alcun tipo di dogma nel Reiki. Operatori e Master Reiki onesti non vi indurranno a bere o mangiare alcunché come vincolo al Reiki, nè ad indossare abiti di determinati colori e fattezze.
Un bel bicchiere d’acqua come anche recarsi in bagno a fare pipì dopo un trattamento Reiki sono comportamenti corretti, dato che Reiki ha una forte azione detossinante, ma potrete farlo anche tranquillamente a casa vostra, al vostro rientro, e solo se voi ne sentite il bisogno.

Numero e durata dei trattamenti

Un operatore Reiki preparato e serio vi spiegherà che per alcuni sintomi acuti e recenti può bastare anche un solo trattamento, ma che per situazioni cronicizzate o in atto comunque da diverso tempo può essere meglio praticare un ciclo di quattro trattamenti, o anche più trattamenti singoli in base alla risposta individuale.
Vi informerà anche del fatto che Reiki è atto a promuovere l’autoguarigione e l’autonomia della persona, e non cercherà quindi di rendervi dipendenti dal trattamento inducendovi a tornare da lui\lei anche quando non necessario.
Vi lascerà liberi nella scelta del numero di trattamenti da farsi anche dopo avervi consigliato, e non cercherà di influenzare la vostra decisione.
Vi aiuterà incoraggiandovi verso l’autonomia impegnandosi a non abusare della buona fede, della fragilità e dell’ingenuità del ricevente.

Trasparenza

Il Reiki è una tecnica energetica che si può apprendere molto facilmente e rapidamente (13 ore di corso!). Un operatore Reiki onesto vi avviserà che potete rendervi autonomi e che il Reiki non si riceve soltanto, ma si può apprendere frequentando un Corso di primo livello.

Si tratta veramente di Reiki?

La stessa trasparenza è necessaria nel chiarire esattamente cosa si sta utilizzando. Nel mercato esiste non poca confusione in riferimento al termine Reiki che spesso è ormai utilizzato come sinonimo di tecnica energetica.
Il nome Reiki riguarda una tecnica precisa, per cui si può parlare di Reiki solo se ci si riferisce al “metodo Usui” o al suo antenato detto “tradizionale” o “giapponese” (per saperne di più leggi la storia del Reiki).
Alcuni insegnanti hanno ritenuto di variare tale tecnica, aggiungendo per esempio contenuti filosofici o provenienti da altre discipline, ma per fortuna di solito il nome viene variato associandolo ad un aggettivo (Reiki “xxx”) evitando in tal modo troppe confusioni.
Altre volte la tecnica è fondamentalmente la stessa ed il nome è stato variato probabilmente per motivi commerciali (alcune varianti del nome sono marchi registrati).
Infine vi sono discipline che nulla hanno a che vedere con il Reiki ma per motivi vari, ad esempio perché riguardano l’uso dell’energia, contengono la parola “Reiki” nel nome.

Nessuna promessa sui risultati

Il Master e l’operatore Reiki seri vi informeranno del fatto che il processo di autoguarigione, a cui voi stessi prenderete parte in prima persona, passa attraverso il ripristino del vostro equilibrio psico-fisico e non vi prometterà guarigioni miracolose di nessun tipo.
Una serie di fattori condizionano i risultati che ogni singola persona può aspettarsi dalla pratica del Reiki (sia che si tratti di auto-trattamento che di trattamenti effettuati da un operatore professionale):
Il punto di partenza: La tipologia dei benefici che si hanno con il Reiki è “relativa”, non assoluta. Dipende dal livello di benessere psicofisico iniziale della persona (se sono abituato ad avere attacchi di panico un giorno sì e uno no, passare ad un attacco a settimana è un successo!!).
Tipologia di problema: Trattare con il Reiki un episodio/problema di “pronto soccorso” è diverso che trattare una problematica cronica. I risultati arrivano molto più velocemente se il Reiki è applicato ad un evento molto recente ed acuto. A seconda poi della “cronicità” della questione i benefici possono manifestarsi in modo diverso. Il problema si risolve, si riduce, si ferma e non peggiora più, il problema rimane ma si riducono o spariscono le complicazioni correlate.
Pratica del Reiki: I vantaggi che si possono conseguire sono influenzati da quante volte lo pratico (e cioè realizzo auto-trattamenti o ne ricevo da un operatore), per quanto tempo (minutaggio), con quale cadenza/costanza, da quanto tempo.
Autoconsapevolezza: Non è sufficiente che i benefici arrivino, devo anche accorgermene. Per questo il livello di autoconsapevolezza e la propria capacità di osservarsi ed ascoltarsi è un fattore importante. E’ molto utile tenere una sorta di “diario” (mentale o reale) che aiuti a individuare cosa sta cambiando nella qualità della propria vita altrimenti rischiamo di non vederlo.

Nessuna diagnosi

Un operatore Reiki serio non vi farà una diagnosi medica a meno che non sia anche medico allopatico, ma in quel caso separerà ciò che vi dice in quanto medico ma quello che fa come operatore Reiki.
Nel caso stiate assumendo dei farmaci, non vi consiglierà di sospendere la cura che state seguendo. Il Reiki non si sostituisce alla medicina tradizionale, ma la affianca in modo complementare.

Costo dei trattamenti

L’operatore che vi pratica il trattamento (o l’insegnante che tiene un corso) si farà pagare non per l’energia Reiki in sè ma perché mette a vostra disposizione il suo tempo, i suoi studi, le sue competenze, nonché la sua esperienza, una sede, dei materiali didattici, ecc…, come per qualunque altro servizio.
Chiarito questo, il costo dei trattamenti Reiki non è stabilito da nessun ente e non esiste un albo ufficiale di operatori e Master Reiki. Pertanto sta a ciascun operatore chiedere un compenso che rifletta onestamente la sua esperienza, la sua preparazione e il tempo che vi dedica.
E’ evidente che gli operatori che si dedicano a tempo pieno al Reiki e non hanno altre fonti di guadagno – cioè che hanno fatto del Reiki il loro lavoro – vi chiederanno un prezzo più alto di chi ha altra attività remunerata e pratica Reiki solo nel tempo libero. Ma è altresì vero che chi pratica Reiki a tempo pieno avrà una esperienza maggiore nel campo e calcolerà anche in base a questo il costo dei suoi servizi.
In linea generale per un trattamento Reiki che dura circa 1 ora vi possono chiedere tra i 20 e i 60 euro (a seconda anche delle località geografiche).

Seguite il vostro intuito

Al di là di tutti questi fattori cercate di avere un preventivo contatto con il professionista Reiki. Parlateci, osservate come vi propone il Reiki e quale approccio ha. In questo modo valuterete se ciò che osservate è nelle vostre corde. Ognuno di noi ha le sue preferenze soggettive verso un fornitore piuttosto che un altro, è in cerca di qualcosa piuttosto che di qualcosa d’altro ed è bene verificare che quel professionista possa darci ciò che ci occorre.
Se il vostro istinto, pur non comprendendo bene il perché, vi dice che qualcosa che non va, vi fa dubitare e tentennare, meglio aspettare e trovare qualcuno che vi ispiri fiducia e familiarità.

La scuola ilReiki ha individuato le seguenti linee guida seguite dai propri professionisti.

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