L’Allineamento Reiki e il processo d’Individuazione di Jung

È molto semplice. Prenda una ghianda, la pianti nel terreno, la ghianda cresce e diventa una quercia. Così è l’uomo. L’uomo si forma da un uovo e crescendo diventa l’uomo completo, perché quella è la legge che ha dentro“. Ecco le parole con le quali lo psicanalista svizzero Carl Gustav Jung cerca di spiegare il processo di Individuazione dell’essere umano. Seguire e realizzare il progetto che ognuno di noi si porta dentro. È lo stesso obiettivo che si pone la tecnica dell’Allineamento Reiki: ritrovare e percorrere la strada che ci permettere di realizzare il nostro progetto di vita, unico ed irripetibile. Quello della nostra Anima.

«Il processo d’individuazione è quel processo biologico…attraverso il quale ogni essere vivente diventa quello che è destinato a diventare fin dal principio» ma non è per tutti, perchè «…esiste sin troppa gente che non desidera niente di meglio che essere alienata da se stessa con un buon pretesto…. perchè chi va verso se stesso rischia l’incontro con se stesso.» Già, perchè riconnettersi con la propria vera essenza richiede responsabilità, scelte, decisioni.
«Qui si può domandare perché mai sia desiderabile che un uomo si individui. È non solo desiderabile, ma indispensabile, perché l’individuo, non differenziato dagli altri, cade in uno stato e commette azioni che lo pongono in disaccordo con se stesso. Da ogni inconscia mescolanza e indissociazione parte infatti una costrizione ad essere e ad agire così come non si è» Il prezzo da pagare per questa mancata riconessione con la voce del Cuore, la propria voce, è davvero molto alto. In gioco è il nostro progetto di vita, la nostra crescita ed espansione, la nostra felicità.

«L’individuazione non è diventare un Io: si diventerebbe, in questo caso, degli individualisti. Un individualista è un uomo che non è riuscito a individuarsi, è un egoista distillato filosoficamente. L’individuazione è diventare quella cosa che non è l’Io, il che è stranissimo. ….»
Jung si preoccupava molto di distinguere l’Individuazione dall’Individualismo che considerava soltanto una reazione morbosa al collettivismo. L’individuazione crea una coscienza della comunità umana e conduce alla coscienza di un inconscio che è comune a tutti gli uomini e li unisce. «L’individuazione è diventare uno con se stesso e allo stesso tempo con l’umanità. L’individuazione è possibile soltanto in mezzo alla gente, per mezzo della gente….Devi capire che sei un anello in una catena e non un elettrone sospeso da qualche parte nello spazio o fluttuante nel cosmo senza uno scopo. Sei parte di una struttura atomica, e questa struttura atomica è parte di una molecola che, con altre, costituisce un corpo….La vita è un continuum, e nel continuum vivente non esiste nulla che sia del tutto separato dall’uomo: se esistesse, perirebbe all’istante e sarebbe spazzato via. In quanto esseri viventi, siamo immersi nel continuum della vita….. Se pensate di essere separati da tutto il resto, non si tratta che di una fantasia nevrotica…. La vita è quanto vi è di più teleologico; essa è di per sé tendenza a un fine; e il corpo vivente è un sistema di finalismi che tendono alla propria realizzazione. La fine di ogni fluire è una meta.»

Lo psicologo clinico Emanuele G. Casale, parlando dell’Individuazione junghiana, commenta: «Il processo di individuazione porta con sé una “colpa” circoscrivibile nell’ambito di una morale comune, ma che è estranea invece all’interno di un’etica superiore. Qui, questa “colpa” non sussiste più, se non in un quadro di più ampio significato che la cambia in necessità» Seguire la propria strada vuol dire scegliere ed allontanarsi da molte cose, situazioni e persone per seguirne altre o semplicemente proseguire il proprio cammino senza guardarsi indietro. Non è facile. Non è facile lasciar andare.

Anche l’allieva e collaboratrice di Jung, Marie Louise Von Franz, parla del prezzo che si paga se l’essere umano rifiuta il processo d’Individuazione: «Tutti i pini si assomigliano (altrimenti non li potremmo classificare come pini), ma nessuno è esattamente simile a un altro. Proprio per l’incidenza di questi fattori di similitudine e differenza, è difficile schematizzare le infinite possibilità di variazione del processo di individuazione. Il fatto è che ciascuno di noi deve fare qualche cosa di diverso, qualche cosa di assolutamente privato e personale……Se rifiutiamo il processo di individuazione, se non lo accettiamo, esso crescerà dentro di noi, e allora sarà la nostra stessa crescita interiore a ucciderci. Se rifiutiamo la crescita essa ci ucciderà….. Ecco perché diciamo che in un certo senso la nevrosi è un sintomo positivo. Essa indica che qualcosa vuole crescere, che la persona non sta bene nel suo stato attuale. Se non accettiamo la crescita essa avverrà contro di noi, a nostre spese….. Non c’è altra strada; è un destino che deve essere accettato.»

Lo psicanalista Aldo Carotenuto parla, infine, dell’Individuazione junghiana sottolineandone la componente di connessione con gli altri: «Jung ha più volte sottolineato che ogni processo di trasformazione necessita del confronto, della relazione. È difficile immaginare un processo di individuazione come un’opera solitaria, ed anche lì dove tale sembra apparire (pensiamo ad esempio al destino di certi mistici), si scopre in realtà che relazioni significative sono state sempre mantenute: il confronto con figli e figlie spirituali, scampi epistolari, opere spirituali e poemi, che sono tutte forme di intrattenimento con interlocutori…… Ognuno di noi esprime una totalità (Sè). Non ci si può individuare, in mancanza di un contatto con altri esseri umani. Non si può raggiungere l’individuazione sulla cima dell’Everest o in una caverna in qualche luogo sperduto in cui non incontri nessuno per settant’anni: l’individuazione è possibile soltanto insieme o contro qualcosa o qualcuno……Ogni persona raccoglie intorno a sé la propria “famiglia dell’anima”, un gruppo di persone non creato per caso o per pure motivazioni egoistiche, ma attraverso un interesse o coinvolgimento più profondo, più essenziale: ‘l’individuazione reciproca’»
E’ proprio vero, uno degli effetti più belli del processo di Allineamento Reiki è anche questo. Essere consapevoli di fare qualcosa di preziosamente privato ed intimo rimanendo però in quella connessione che lo rende contemporaneamente universale. Le diverse Anime nei loro rispettivi progetti di vita sono intimamente connesse in reti sinergiche indirizzate verso l’espansione. Anche le sedute di Regressione alle vite precedenti sembrano dimostrarlo….

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