Migliorare la cura dell’HIV/AIDS con l’insegnamento e i trattamenti Reiki

Nel 2003 la rivista Alternative therapies in health and medicine ha pubblicato l’articolo “Enhancing the treatment of HIV/AIDS with Reiki training and treatment” che riporta il case history di un paziente con questa patologia che ha utilizzato con successo un programma ospedaliero di trattamento e addestramento Reiki come parte di un approccio globale per affrontare la depressione, l’ansia e l’abuso di sostanze, per sostenere l’adesione alla HAART (terapia antiretrovirale altamente attiva e tornare al lavoro.

L’autore dell’articolo è Robert Schmehr, direttore delle terapie complementari presso il HIV Center of St. Luke’s Roosevelt Hospital a New York  nonchè psicoterapeuta e reikista di 2° livello.

Nel gennaio 1998, un uomo di sessantadue anni approdò a un vasto programma di trattamento multidisciplinare dell’HIV in cerca di cure mediche primarie. Gli era stato diagnosticato l’HIV nel 1985 e aveva usato l’HAART in modo poco efficace nel 1996-97. Il carico virale nel sangue misurava 504.000 e lamentava stanchezza, dolore e psoriasi. Prima di venire al centro di cura per l’HIV, aveva sperimentato un significativo disagio psicologico lottando contro l’abuso di sostanze per tutta la sua vita adulta. Dopo che il suo compagno era morto di AIDS nel 1995, il suo uso di cocaina era aumentato, limitando i suoi successi professionali e la soddisfazione nei rapporti personali. Il suo medico lo indirizzò a uno psichiatra che diagnosticò la depressione maggiore e la dipendenza da cocaina. Nel gennaio 1998 le sue riserve finanziarie erano esaurite e rischiava di perdere il suo appartamento. Attraverso l’aiuto dei servizi sociali era stato inserito in un programma di assistenza e di trattamento farmacologico ambulatoriale. Dopo aver completato con successo il programma di tre mesi, iniziò la psicoterapia settimanale, durante la quale descrisse un interesse per i sistemi di guarigione naturale, la meditazione e la spiritualità. In concomitanza, declinò le medicine psicotropiche.
Il suo psicoterapeuta lo indirizzò al programma di formazione Reiki in ospedale dove conseguì il 1° livello. Riceveva trattamenti Reiki settimanali di un’ora dai volontari della clinica e utilizzava gli auto-trattamenti giornalieri di un’ora a casa. Al suo medico e al suo psicoterapeuta riferiva che trovava l’auto-trattamento Reiki estremamente rilassante e piacevole e che lo aiutava a mantenere l’astinenza dalla droga e a lavorare sulla sua depressione.
D
ue mesi dopo l’inizio della pratica Reiki, il suo medico iniziò la terapia HAART nel maggio 1998. Da quel momento in poi il paziente ha mantenuto l’adesione all’HAART e ad altri farmaci profilattici continuando l’auto-trattamento quotidiano Reiki. Continua a riportare un miglioramento dell’umore e del livello di energia e la sua psoriasi si è risolta. Ha interrotto la psicoterapia nel luglio 2000 e riferisce l’astinenza dal consumo di cocaina. Recentemente ha iniziato a lavorare part-time e offre trattamenti Reiki presso un’associazione che aiuta i pazienti affetti da HIV/AIDS.

Conclusioni

Questo caso clinico rappresenta l’esempio di un paziente che ha integrato il Reiki (formazione e trattamento) nel suo piano ospedaliero di trattamento multidisciplinare dell’HIV. La capacità di questo paziente di affrontare con successo i suoi problemi di abuso di sostanze gli ha permesso di utilizzare con successo l’HAART e migliorare le sue consizioni sociali e finanziarie. Non è possibile descrivere un beneficio medico diretto imputabile solo al Reiki in quanto il paziente usava una sofisticata combinazione di HAART e altri farmaci profilattici. Tuttavia, sia il medico del paziente che l’ex psicoterapeuta hanno ripetutamente descritto la convinzione del paziente che l’auto-trattamento Reiki abbia rappresentato il fattore determinante nel suo cambiamento. Il conteggio dei linfociti CD4 e la carica virale sono migliorati (anche se la carica virale rimane rilevante) ma soprattutto il paziente mostra una migliore qualità della vita e produttività. Questo caso dimostra il valore potenziale dell’integrazione del Reiki nella pratica medica convenzionale e indica la necessità di ulteriori discussioni e ricerche.

Per consultare il testo completo dello studio clicca qui.
Il caso è citato anche su PubMed.

Consulta gli altri studi sul Reiki.

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