Problemi della memoria e Alzheimer negli anziani: uno studio sugli effetti del Reiki

I benefici che il Reiki può portare agli anziani sono numerosi e ne abbiamo ampiamente parlato in un precedente articolo che dimostra perchè l’adulto in età avanzata rappresenta un candidato ideale per la pratica di questa tecnica. Ci sono anche interessanti ricerche nelle quali il Reiki è stato impiegato per alleviare i sintomi di una serie di gravi patologie negli anziani. Una di queste è stata pubblicata nel 2006 su The Journal of Alternative and Complementary Medicine: “Using Reiki to decrease memory and behavior problems in mild cognitive impairment and mild Alzheimer’s disease“.

Lo studio empirico ha esplorato l’efficacia dell’uso dei trattamenti Reiki per migliorare deficienze comportamentali e di memoria in pazienti con leggere disabilità cognitive o affetti da lievi forme di Alzheimer.
Il campione includeva 24 partecipanti i tra 60 e gli 80 anni con punteggio AMMSE (Annotated Mini-Mental State Examination) compreso tra 20 e 24. Il 67% era rappresentato da donne.
I partecipanti sono stati trattati in locali forniti dal Pleasant Point Health Center nella riserva Indiana Passamquoddy.
Dodici partecipanti sono stati esposti a quattro settimane di trattamenti di Reiki da due Reiki Master. Gli altri 12 partecipanti non hanno ricevuto trattamenti, fungendo da gruppo di controllo.
Nella ricerca sono stati comparati, rispetto al gruppo di controllo, i punteggi di due test diagnostici, l’AMMSE ed il Revised Memory and Behavior Problems Checklist (RMBPC), prima dell’inizio della sperimentazione e dopo quattro settimane di trattamenti Reiki.
I risultati hanno indicato incrementi statisticamente significativi nella funzionalità mentale, nella memoria e nel miglioramento dei problemi comportamentali dopo i trattamenti Reiki.
Gli operatori socio sanitari adeguatamente formati possono offrire i trattamenti ai pazienti Reiki a basso costo o addirittura gratuitamente. Questo comporta un significativo valore sociale in quanto potenzialmente viene ridotto il bisogno di medicinali e ospedalizzazione.

Consulta il testo completo dello studio.

Lo studio è stato pubblicato su PubMed.

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