La ricerca sul Reiki: linee guida per realizzare studi scientifici significativi

Nella scienza è evidente l’importanza di esperimenti controllati che consentano ai ricercatori di ripetere le condizioni e replicare i risultati di uno studio. Una corretta progettazione di una ricerca è essenziale per assicurare che i risultati possano essere interpretati con sicurezza. La ricerca sull’efficacia del Reiki sta cercando di migliorare rispetto ai parametri che caratterizzano uno studio interpretabile e replicabile.
Prendiamo in rassegna quali sono gli elementi critici per la buona progettazione di uno studio scientifico…

Avevamo già pubblicato le interessanti riflessioni di Pamela Miles e della dott.ssa Maria Danilychev sulla ricerca scientifica applicata al Reiki. Di seguito prendiamo in considerazione quelli che sono i criteri più comuni con i quali viene valutato uno studio scientifico che possa ritenersi tale.

La selezione del campione
Ci sono diverse considerazioni importanti da tenere a mente quando si seleziona un campione. Chi dovrebbe essere incluso? Quali sono i criteri per includerli? Cosa li rende idonei o non idonei all’inclusione? È necessaria una descrizione approfondita del campione (ad esempio, razza, etnia, sesso, fascia d’età, istruzione, stato socioeconomico, malattia o altre condizioni mediche, ecc.).
Occorre pensare attentamente alle domande che la ricerca si pone e scegliere di conseguenza il campione di. I fattori nella selezione dei partecipanti possono avere un effetto non intenzionale sul risultato di uno studio. Nella ricerca sanitaria è importante tenere in considerazione le caratteristiche del campione. È importante anche non introdurre alcun pregiudizio sistematico nel reclutamento dei partecipanti.
Quando si scrivono i risultati degli studi, è importante descrivere anche le procedure di assunzione. Dove sono stati reperiti i partecipanti? Sono stati selezionati casualmente da un grande gruppo di persone che rappresentano il gruppo più vasto che interessa studiare? Sono state incluse persone che hanno risposto a un annuncio? Erano parte di un gruppo più ampio, come i malati di cancro in una istituzione ospedaliera, madri di bambini autistici che fanno parte di un gruppo di supporto nazionale, o studenti universitari di psicologia?

La dimensione del campione
La dimensione del campione deve essere sufficientemente ampia per assicurare che i risultati statistici ottenuti siano significativi. A meno che non si stia conducendo il uno studio su ogni singola persona della popolazione di interesse (ad esempio, tutte le donne adulte che hanno subito un intervento chirurgico per cancro al seno), i risultati ottenuti dal campione scelto sono solo un’approssimazione dei risultati che si otterrebbero se tutta la popolazione fosse stata coinvolta nella ricerca. Poiché è generalmente impossibile studiare tutti in una data popolazione, un campione sufficientemente ampio e rappresentativo deve essere utilizzato per estrapolare i risultati alla popolazione più ampia e determinare con certezza che i risultati sostengano realmente le ipotesi.

Presenza dei gruppi di controllo
La presenza di un gruppo con cui confrontare quello in cui vengono testate le ipotesi di ricerca è fondamentale. La sua assenza rende impossibile determinare in modo certo se eventuali cambiamenti avvenuti siano semplicemente dovuti al passare del tempo o a fattori ambientali rispetto invece all’effetto dei trattamenti Reiki. Gli studi sul Reiki beneficiano notevolmente dell’inclusione di un gruppo di controllo nel quale i soggetti non hanno ricevuto il trattamento.
A causa della natura spesso sottile dei risultati indotti dal Reiki, la progettazione dello studio è migliorata dall’inclusione di un controllo placebo in aggiunta a un controllo senza trattamento. L’inclusione di un controllo placebo o di un “falso” trattamento Reiki (ad esempio, una persona che non è stata formata alla tecnica Reiki assume le stesse posizioni delle mani di un praticante Reiki ma non utilizza effettivamente l’energia Reiki), consente al ricercatore di determinare se gli effetti vanno oltre quelli causati semplicemente dall’essere toccati. Nei casi in cui il Reiki viene eseguito a distanza senza contatto, la condizione placebo può aiutare a determinare se la convinzione di essere sottoposti a trattamento produce effettivamente benefici nei partecipanti.
Leggi l’interessante articolo “Reiki vs placebo: uno studio dimostra l’efficacia dei trattamenti Reiki“.

La randomizzazione dei partecipanti
Idealmente i partecipanti allo studio dovrebbero essere selezionati a caso tra i soggetti dalla popolazione target più ampia e assegnati casualmente alle condizioni di trattamento o di controllo. La mancanza di randomizzazione rende difficile interpretare i risultati poiché potrebbe esserci un pregiudizio sistematico nei gruppi a causa di alcune somiglianze di fondo rispetto a caratteristiche che non sono state misurate. Ad esempio, se le persone sono state messe nel gruppo di trattamento Reiki perché volevano il trattamento Reiki, potrebbero essere più reattivi al Reiki di quelli che non avevano questo interesse.
Per ridurre al minimo l’impatto delle variabili fuori controllo, i gruppi di trattamento e controllo dovrebbero assomigliarsi l’un l’altro il più possibile. Il modo migliore per farlo è assegnare i partecipanti ai gruppi attraverso un generatore di numeri casuali. La randomizzazione può avvenire a livello di gruppo (ad esempio, intere classi all’interno di un dipartimento universitario potrebbero essere assegnate a condizioni di trattamento o di controllo) o a livello individuale. Poiché gli effetti del Reiki sono spesso sottili, è preferibile la randomizzazione a livello individuale, in quanto elimina qualsiasi pregiudizio sistematico che potrebbe essere insito in un contesto di gruppo.
Se la randomizzazione non è possibile, sarà necessario utilizzare uno specifico metodo di correzione nelle analisi dei risultati.

Controllo delle variabili
Negli studi scientifici è importante tenere sotto controllo i fattori che non riguardano direttamente l’ipotesi di ricerca. Tutte le altre variabili, ad eccezione del trattamento, dovrebbero essere mantenute il più costanti possibile. La randomizzazione aiuta a risolvere questo problema.
Una variabile particolare da tenere sotto controllo è il professionalità degli operatori Reiki utilizzati che forniranno i trattamenti. Poiché i professionisti del Reiki possono variare notevolmente in termini di formazione ed esperienza, è preferibile che siano caratterizzati in maniera precisa e definita (per esempio utilizzare Master Reiki con 3 o più anni d’esperienza).

Il metodo “blind”
Il cosiddetto “accecamento” dei partecipanti e dei raccoglitori di dati è una metodologia utilizzata nella ricerca per impedire la conoscenza delle condizioni di trattamento a cui sono stati assegnati i partecipanti. Questo metodo è particolarmente importante nello studio di tecniche complementari come il Reiki, in quanto impediscono agli sperimentatori e ai soggetti di condizionare i risultati rispondendo alle proprie aspettative e credenze intorno al tema dell’autoguarigione.

La definizione del protocollo di trattamento
La procedura utilizzata per realizzare il trattamento Reiki deve essere progettata, implementata e controllata in modo coerente durante lo studio.
È importante includere nel rapporto di ricerca una descrizione degli operatori Reiki, dei loro metodi, della loro formazione ed esperienza nella pratica del Reiki. Tutte queste cose possono influenzare il loro approccio al protocollo di trattamento in modi che non sono necessariamente osservabili e quindi devono essere descritti nello studio al fine di informare i lettori di potenziali incongruenze nella consegna del trattamento Reiki.

Le misurazioni
Al fine di individuare anche gli effetti più sottili della pratica Reiki, è consigliabile utilizzare una combinazione di misure psicologiche e fisiologiche, metodi qualitativi e quantitativi. E i risultati che si intendono misurare devono essere chiaramente definiti (ad esempio, ansia, dolore, battito cardiaco, risposta allo stress) e misurati con strumenti di indagine standardizzati (osservazione diretta, misure fisiologiche, ecc.) affidabili e validi.
Le procedure di raccolta dei dati devono essere chiaramente definite per garantire uniformità e prevenire pregiudizi. In alcuni casi, come le interviste ai partecipanti, è utile avere un osservatore che supervisiona un insieme casuale di interviste per assicurarsi che i raccoglitori di dati siano coerenti e che seguano il protocollo con fedeltà.

Le analisi statistiche
Una volta raccolti i dati vengono eseguite analisi statistiche per determinare se vi siano state differenze significative tra i gruppi di trattamento e di controllo. Le analisi aiuteranno a determinare se i risultati ottenuti dal campione sono verosimilmente rappresentativi della popolazione generale di riferimento. Esse devono essere appropriate alla natura dei dati. Ad esempio, se si raccolgono i dati su una serie di periodi di tempo, è necessario utilizzare un’analisi della varianza (ANOVA).
Generalmente i dati mancanti non rappresentano un problema ma la questione deve essere presa in considerazione quando si eseguono le analisi. Questo è particolarmente importante se si perde un numero maggiore di partecipanti in una condizione rispetto alle altre. Ad esempio nel gruppo di controllo senza trattamento è possibile riscontrare un numero maggiore di abbandoni rispetto a quello del gruppo di trattamento Reiki a causa del fatto che il gruppo di controllo è insoddisfatto di non avere ricevuto alcun trattamento.

L’interpretazione dei risultati
Nella presentazione dei risultati occorre presentare sia i punti di forza che i punti deboli dello studio in modo da consentire ai lettori di interpretare correttamente gli effetti e informare al meglio coloro che vogliano replicare o espandere la ricerca.

…e una buona prassi
In alcuni studi sul Reiki viene utilizzato un protocollo non strettamente necessario ma comunque auspicabile. Al termine della ricerca vengono offerti trattamenti Reiki alle persone (che lo desiderano) appartenenti al gruppo di controllo o al gruppo placebo. Nei casi in cui è stato previsto un corso di Reiki per permettere ai soggetti del gruppo sperimentale di effettuare auto-trattamenti, al termine dello studio la formazione può essere offerta anche agli altri.

Conclusione
Una progettazione degli studi sul Reiki che tenga conto di tutte queste variabili rappresenta la reale sfida del futuro. Realizzare infatti ricerche con un design scientifico sarà di grande aiuto per misurare e dimostrare gli effetti di questa tecnica (al di là delle moltissime testimonianze dei diretti interessati che già dimostrano più che a sufficienza i benefici del Reiki).

Consulta gli studi sul Reiki già realizzati e l’utilizzo del Reiki negli ospedali.

Condividimi su:

Condividi su facebook
Facebook
Condividi su twitter
Twitter
Condividi su linkedin
LinkedIn
Condividi su email
Email

Questo sito utilizza cookie (anche di terze parti) per garantirti la migliore fruibilità dei contenuti. Per sapere quali Cookie utilizziamo e su come puoi modificare le tue preferenze visita la nostra Privacy Policy

Alcuni contenuti o funzionalità qui non sono disponibili a causa delle tue preferenze sui cookie!

Ciò accade perché la funzionalità / i contenuti contrassegnati come ” %SERVICE_NAME% ” utilizzano i cookie che hai scelto di mantenere disattivati. Per visualizzare questo contenuto o utilizzare questa funzionalità, si prega di abilitare i cookie: fai clic qui per aprire le tue preferenze sui cookie.