Il Reiki per gli effetti collaterali delle terapie oncologiche: studio dell’IRCCS Regina Elena a Roma

Nel 2017 sulla rivista “Professioni infermieristiche” (Vol.70, N.4) è stata pubblicata una ricerca realizzata presso l’Istituto Nazionale dei Tumori “Regina Elena” di Roma: “L’impatto del Reiki sugli effetti collaterali nei pazienti con neoplasia testa-collo in trattamento radioterapico: uno studio pilota”. L’obiettivo di questo studio è stato quello di valutare come il Reiki possa contribuire alla gestione dei sintomi correlati alla radioterapia nei pazienti con questo tipo di patologia.

Premessa
I pazienti oncologici spesso presentano diversi sintomi correlati al trattamento terapeutico, quali, dolore, alterazioni cutanee, fatigue, nausea, vomito, insonnia, ansia e depressione, che possono influire negativamente sul loro stato di salute e, ancor di più, sulla loro qualità della vita (QOL – Quality of Life Scale). Tali reazioni tendono ad essere più frequenti nei pazienti radiotrattati per neoplasie del distretto testa-collo. Dal 30 al 100% di questi pazienti riporta, infatti, complicanze orali (mucosite, infezioni, diminuzioni della vascolarizzazione, …) con implicazioni rilevanti per la sopravvivenza ed il benessere durante e dopo il trattamento radioterapico. La gestione di questi sintomi è stata fino ad oggi affidata alla sola medicina tradizionale. Negli ultimi anni, però, si è osservato un crescente interesse dei pazienti verso forme di medicina complementare e alternativa (CAM) come il Reiki.

Metodologia
Lo studio è stato condotto in un’area dedicata, appositamente allestita, presso il Servizio di Radioterapia dell’IRCCS Regina Elena di Roma, fra febbraio 2011 e settembre 2013.
Le sedute relative al trattamento con Reiki sono state interamente gestite da un infermiere abilitato ad eseguire tale pratica (II livello Reiki), in un’apposita area allestita ad hoc. Il paziente, completamente vestito, è stato invitato a sdraiarsi su un lettino in un ambiente silenzioso, con emanazione di luce di diversi colori (cromoterapia) e con musiche rilassanti.
La valutazione oggettiva del dolore è stata analizzata tramite la scala VDS. La Qualità di Vita (QoL) è stata invece valutata mediante il FACT-H & N (questionario  specificamente progettato per valutare la QoL nei pazienti con neoplasia testacollo: aree relative alla vita del paziente Fisica, Sociale/Familiare, Emotiva, Funzionale). La valutazione della mucosite, della tossicità cutanea e della salivazione, è stata effettuata attraverso la Scala CTCAE v. 3.0. La valutazione di questi parametri è stata effettuata da personale infermieristico non direttamente coinvolto nei trattamenti Reiki.
Durante l’incontro per la TAC di centraggio, al paziente è stato presentato il piano terapeutico relativo alla radioterapia; contestualmente, gli è stato esposto lo studio sull’applicazione del Reiki e la possibilità di parteciparvi.
Le sedute Reiki sono state condotte, invece, come suggerito dalla letteratura, in maniera ravvicinata (3 giorni consecutivi nella prima settimana). La cadenza dei trattamenti successivi è stata invece settimanale (6/7 settimane in totale).

Risultati
I risultati ottenuti si riferiscono a 19 pazienti. Il campione è costituito da 15 uomini e 4 donne, con un’età media di 57 anni.
Nei risultati dello studio emerge che, alla quinta settimana, il 10.5% dei pazienti ha riferito di provare dolore forte, rispetto al 21.1% della settimana precedente. E’ stato riscontrato inoltre un grado di mucosite pari a G3 nel 15.5% dei casi secondo la valutazione clinica, e nel 10.5% secondo quella funzionale. La tossicità cutanea è stata registrata, con grado 3, solo in un caso (5.3%).
Dal presente studio emerge come i 94 trattamenti Reiki, come supporto integrativo alla radioterapia, abbiano prodotto beneficio nella maggior parte dei casi (circa il 98%), soprattutto da un punto di vista psicologico, sostenendo il paziente nell’affrontare l’iter terapeutico, e limitando gli stati d’ansia e di depressione.

Lo studio è stato inserito nella banca dati PubMed.
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