Reiki vs placebo: uno studio dimostra l’efficacia dei trattamenti Reiki

Nel 2017 la rivista Journal of Evidence-Based Integrative Medicine ha pubblicato l’articolo “Reiki Is Better Than Placebo and Has Broad Potential as a Complementary Health Therapy” che esamina gli studi clinici disponibili sul Reiki per determinare se questa tecnica produce benefici che vanno oltre ad un semplice effetto placebo.

La storia di questa ricerca è davvero interessante…
Cominciamo dall’autore. Si tratta di David E. McManus PhD, un ingegnere chimico e buddista tibetano, membro dell’Australasian Usui Reiki Association (AURA) Inc. impegnato nelle attività di professionalizzazione del Reiki in Australia.

Il dott. McManus racconta come è nato l’interesse per il Reiki ed il successivo studio nell’articolo “A scientist’s journey into Reiki” pubblicato nel 2018 su LivingNow. McManus descrive la sua esperienza personale come scienziato nell’apprendere la tecnica Reiki e i suoi successivi sforzi per comprendere l’evidenza clinica dell’efficacia del Reiki. Lo scienziato sottolinea il suo scetticismo iniziale soprattutto verso le cosiddette “attivazioni”, trattamenti individuali ricevuti dall’insegnante durante il corso di primo livello Reiki.
Fino ad allora, una caratteristica costante della mia vita era stata il rituale del caffè al mattino. Era così importante per me che pianificavo tutte le altre mie azioni intorno ad esso (…) La mattina successiva al corso di Reiki, però, mi sono svegliato e ho pensato – Non ho voglia di prendere un caffè oggi. Potrei invece prendere una bevanda calda al limone – Ecco cosa ho fatto e da allora non ho più preso un caffè e non sono nemmeno stato tentato. Data la mia precedente dipendenza dal caffè, mi è sembrato un piccolo miracolo e mi ha convinto che le attivazioni Reiki avessero avuto un ruolo. Guardando indietro, vedo adesso tutto questo collegato alla natura stessa dell’energia reiki. In termini scientifici, l’energia è definita dalla sua capacità di lavorare, di provocare un cambiamento. Ma che tipo di energia può cambiare il modo in cui fai le cose? In che modo il Reiki ti dà una motivazione più sana? Che tipo di energia era necessaria per farmi cambiare idea sul bere caffè? Deve essere davvero un’energia molto sottile. Incuriosito, ho deciso di saperne di più sul Reiki e su cosa può fare. Per un periodo di mesi ho rintracciato praticamente tutte le pubblicazioni scientifiche sul Reiki in lingua inglese e ho anche comprato uno scaffale di libri. Sono stato sorpreso di scoprire quanti studi ci fossero (più di 90 in totale) e la gamma di condizioni per le quali è stato testato il Reiki“.

Raccogliendo tutti gli studi sul Reiki McManus si è reso conto che dal 2011 in poi c’è stata una vera e propria esplosione di ricerche. C’erano troppe informazioni per essere adeguatamente coperte entro il limite di conteggio delle parole della maggior parte delle riviste accademiche. Per questo McManus ha capito che doveva trovare un focus per ridurre il compito a dimensioni gestibili. La questione più importante da chiarire gli è sembrata quella di verificare se la tecnica Reiki offriva o meno qualcosa in più rispetto ad un semplice effetto placebo.

L’effetto placebo è un fenomeno ben noto ma poco compreso che interessa tutti gli studi clinici. Fondamentalmente significa che una risposta di guarigione può essere innescata dalla convinzione che venga somministrata una terapia benefica. I primi studi sul Reiki erano stati criticati perché non includevano un trattamento di controllo per escludere l’effetto placebo. Tuttavia, questo era stato affrontato in molti degli studi più recenti. Un trattamento Reiki con placebo è dato da qualcuno che sembra e agisce il più possibile come un autentico praticante di Reiki, senza però che egli abbia frequentato un corso e soprattutto ricevuto le attivazioni dall’insegnante.

La metodologia

Nella ricerca di McManus sono stati utilizzati solo articoli sottoposti a revisione paritaria, in cui è stato implementato il Reiki in presenza (non il Reiki a distanza).
Nel selezionare gli studi McManus si è assicurato che fossero abbastanza grandi da essere statisticamente significativi. Ciò significa che dovevano avere un numero di soggetti coinvolti sufficienti in ciascun “gruppo di trattamento” per garantire un ragionevole grado di fiducia che qualsiasi differenza sia effettivamente reale. Questa è una grande sfida per i ricercatori delle tecniche complementari, dal momento che è lungo e costoso reclutare un gran numero di volontari per studi clinici e tali studi raramente ricevono finanziamenti. Per la ricerca sono stati selezionati studi con almeno 20 partecipanti in ciascun gruppo di trattamento per garantire che ci fosse un buon grado di fiducia statistica nei risultati.
Sono emersi 13 studi che soddisfacevano i criteri di inclusione, di cui 11 coinvolgevano soggetti umani. Gli altri 2 studi non soddisfacevano i criteri perché utilizzano ratti, ma sono stati ugualmente utilizzati data la solida evidenza statistica e i dati scientifici raccolti (misurazioni di fisiche tangibili, come cambiamenti osservabili nei vasi sanguigni microscopici e dati provenienti da sensori impiantati che misurano la frequenza cardiaca e la pressione sanguigna).

I risultati

Dei 13 studi, otto studi hanno fornito prove evidenti dimostrando l’efficacia di Reiki al di sopra del placebo.
Quattro degli studi avevano un potere statistico di risoluzione discutibile. In questi casi, era discutibile se gli strumenti utilizzati per quantificare le risposte soggettive dei pazienti fossero sufficientemente sensibili per distinguere tra Reiki e placebo. Quindi nessuna conclusione definitiva era possibile.
L’unico studio in cui né Reiki né il placebo hanno fornito alcun beneficio tangibile è stato su pazienti con fibromialgia, una condizione molto dolorosa per la quale attualmente non esiste un trattamento medico efficace. In questo caso, lo studio ha cercato solo riduzioni dell’intensità del dolore. Tuttavia, non ha preso in considerazione altri modi in cui il Reiki potrebbe aver aiutato i pazienti a far fronte alle loro condizioni.

Conclusioni

Il Reiki è una modalità di guarigione sicura, delicata e profondamente rilassante che può essere praticata da chiunque abbia ricevuto le “attivazioni” da un insegnante Reiki. Lo studio ha fatto emergere prove abbastanza forti che il Reiki sia più efficace del placebo, suggerendo che la l’attivazione Reiki ricevuta durante un corso dall’insegnante porta ad un aumento quantificabile della capacità di autoguarigione del ricevente.
Il Reiki è migliore del placebo nell’attivare il sistema nervoso parasimpatico, misurato da una frequenza cardiaca ed una pressione sanguigna ridotta, ma anche da una maggiore variabilità della frequenza cardiaca. Per i pazienti con patologie croniche, il Reiki è risultato più efficace del placebo nel ridurre il dolore, l’ansia e la depressione e nel migliorare l’autostima e la qualità della vita.

Le riflessioni finali del dott. MacManus

All’inizio non riuscivo a vedere un legame tra rilassamento profondo e una migliore capacità di affrontare i problemi della vita. Ho fatto ulteriori ricerche per scoprire che i benefici osservati con il Reiki potrebbero essere spiegati usando alcuni modelli fisiologici consolidati. Per esempio, la teoria polivagale e il modello di integrazione neuroviscerale (la capacità del Reiki di attivare il sistema nervoso parasimpatico). Lo stato del corpo è costantemente governato dalla tensione dinamica tra il sistema nervoso simpatico e parasimpatico; tra la nota risposta di “lotta o fuga” e la modalità di recupero e riposo. Il Reiki è un modo delicato ma efficace per attivare le funzioni di recupero del corpo. In altre parole, aiuta il corpo a guarire se stesso. Sembra che l’attivazione deliberata del sistema nervoso parasimpatico possa avere benefici per la salute fisica e mentale abbastanza profondi.
Credo che stiamo appena iniziando a comprendere il potenziale del Reiki per la guarigione umana. Sono necessarie molte più ricerche, in particolare sui benefici del trattamento a lungo termine.
Per me i risultati degli studi clinici sul Reiki sono sia rassicuranti che stimolanti. È rassicurante che l’evidenza sostenga gli insegnamenti del Reiki secondo cui la capacità di utilizzare “energia universale” sia legata ai trattamenti individuali (attivazioni) realizzate dall’insegnante di Reiki. D’altro canto rappresenta una sfida il fatto che al momento non esiste una comprensione scientifica accettata di come ciò sia possibile

Per consultare il testo completo della ricerca clicca qui.

Al di là di questo studio il fatto che il beneficio trovato con un trattamento Reiki sia dovuto totalmente ad un effetto placebo o ad un insieme di effetti tra cui partecipa anche l’effetto placebo cosa cambia? Il risultato è raggiunto, la persona si sente meglio. Ma come può la gente comune capire se il Reiki ha veramente qualche effetto o se è solo effetto placebo? La cosa migliore forse è essere “scettici” ma sperimentare, provare su di sé i trattamenti e vedere se si trova giovamento reale o meno. Il fatto di partire in modo scettico già riduce al minimo l’effetto placebo, se poi si inizia a trovare riscontri difficili da spiegare con la scienza questo è comunque un dato di fatto…

Vuoi approfondire il rapporto tra Reiki, scienza e medicina?
Leggi gli studi sul Reiki ed il suo utilizzo negli ospedali.

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