Il Reiki come terapia complementare in un paziente ricoverato in hospice

Uno studio che descrive l’effetto dei trattamenti Reiki a un uomo di 70 anni con un cancro aggressivo ricoverato in hospice.

Nel 1997 la rivista American Journal of Hospice and palliative medicine ha pubblicato l’articolo “Reiki: a complementary therapy for life” che descrive l’effetto dei trattamenti Reiki ad un uomo ricoverato in hospice e curato con radiazioni e farmaci palliativi.

Nell’articolo Marlene Bullock (Hospice of the Valley a Phoenix in Arizona) racconta il caso di Tom, un paziente a cui era stato diagnosticato un cancro molto aggressivo e aveva ricevuto solo cure palliative. Al momento della diagnosi, i suoi sintomi suggerivano un’aspettativa di vita molto limitata.
Grazie ai trattamenti Reiki è stato in grado di raggiungere il suo obiettivo di liberarsi dal dolore che lo immobilizzava e dal gonfiore. Il comfort e la qualità della vita di Tom sono migliorati notevolmente, e questo gli ha permesso di convivere meglio con il suo cancro.

Il Reiki è stato associato a risultati incredibili per molti pazienti. L’importanza dell’intenzione del paziente durante i trattamenti Reiki non può essere sottovalutata.

Alcune tendenze generali osservate con il Reiki includono:

  • periodi di stabilizzazione in cui c’è tempo per godersi gli ultimi giorni della propria vita;
  • un passaggio sereno e calmo in prossimita della morte;
  • sollievo dal dolore, dall’ansia, dalla dispnea e dall’edema.

Il Reiki è un valido complemento per supportare i pazienti nel loro percorso di fine vita, migliorando la qualità dei giorni che rimangono loro.

Per consultare il testo dell’articolo, clicca qui.
L’articolo è stato pubblicato anche su PubMed.

Consulta gli altri Studi sul Reiki.

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