Studi sull’uso del Reiki nel trattamento delle dipendenze da alcol e droga

Il Reiki è utile nel trattamento delle dipendenze da droga e alcol come dimostrano 2 studi realizzati in Australia in programmi di cura residenziali.

I risultati suggeriscono miglioramenti dello stato di salute in particolare durante le prime settimane dalla sospensione dell’uso di droga. Ulteriori prove suggeriscono che i trattamenti accelerano il processo di disintossicazione, che il processo è facilitato da intuizioni avute dai destinatari durante il trattamento e che la pratica del Reiki favorisce la partecipazione alle sedute di terapia di gruppo e riduce gli attacchi di depressione durante il ritorno alla vita sociale. Ecco tutti i dettagli delle ricerche…..

Lo studio del 1995

Nel 1995 Geraldine Milton (ex Senior Lectur in infermieristica all’Università Monash di Melbourne, esperta in terapie complementari ed insegnante di terapie del tocco) ed Eileen Chapman (Reiki Master) presentano la relazione “The benefits of Reiki treatment in drug and alcohol rehabilitation programs” alla conferenza “Pathways to Healing: Enhancing life Through Complementary Therapies” del Royal College of Nursing (testo completo).

Lo studio presenta gli esiti dei trattamenti Reiki ricevuti nel corso di 2 anni dai pazienti di un programma di riabilitazione residenziale a Melbourne per disintossicarsi dalla droga. I risultati complessivi indicano che i miglioramenti della salute per i residenti che hanno ricevuto  il Reiki sono stati notevoli, in particolare durante le prime difficili settimane di astinenza.
Il Reiki sembra indurre ad esempio una risposta di rilassamento profondo in un breve lasso di tempo con quasi tutti i destinatari. Questo rilassamento può durare per un periodo prolungato di tempo e di solito è associato ad una riduzione di ansia, tensione e aggressività. I destinatari dei trattamenti Reiki esprimono emozioni di ‘pace’ e ‘benessere’, con una maggiore capacità di dormire dopo il trattamento. Questo è un vantaggio molto significativo per i residenti durante le prime fasi di astinenza nelle quali i disturbi del sonno sono un problema comune.
Sono emerse inoltre alcune prove che il Reiki possa accelerare il processo di disintossicazione e molti residenti hanno riferito di sentirsi davvero “eccitati” dopo aver ricevuto il trattamento Reiki.
Una scoperta interessante (verificatasi solo durante il trattamento Reiki rispetto alle altre terapie complementari), sono state le “immagini” e “visioni” sperimentate dai destinatari in modo del tutto spontaneo (non indotte o interpretate dal medico). Queste immagini possono facilitare il processo terapeutico in quanto hanno un significato importante per il paziente e portano a intuizioni personali.
Il Reiki ha dimostrato di aiutare i pazienti con dolori fisici e disagi fisici che diventavano manifesti durante la disintossicazione (causati entrambi dagli effetti collaterali dell’astinenza e dall’emersione di dolori dovuti a infortuni, denti guasti, ecc precedentemente mascherati dal consumo di droghe).

Il personale della clinica ha commentato che il Reiki è:
1. efficace per coloro che necessitano di tempo ed attenzioni particolari;
2. calmante per quelli affetti da tremori;
3. vantaggioso per i pazienti la cui mente funziona “in velocità” con rapidissimi pensieri in successione continua che necessitano di calma e pace;
4. utile per coloro che si sentono bene ma che desiderano stare meglio.

Dopo il programma iniziale di astinenza della durata di 2-3 settimane, i residenti sono stati trasferiti da Melbourne a Pakenham, una comunità terapeutica in una zona di campagna di Victoria. Ventisette residenti nel corso dell’ultimo anno hanno intrapreso il Corso di Reiki di primo livello, che ha permesso loro di effettuare auto-trattamenti Reiki e realizzare trattamenti ad altri.
I risultati indicano che coloro che hanno imparato la tecnica Reiki hanno affrontato meglio le sedute di terapia di gruppo e sono stati in grado di far fronte a periodi di depressione quando sono rientrati nella vita sociale.
Visti gli effetti benefici percepiti dai residenti e le esperienze personali con il Reiki anche il personale coinvolto nel programma ha espresso un forte desiderio di apprendere la tecnica Reiki.

Lo studio del 2002

Chapman e Milton hanno continuato a studiare gli effetti dei trattamenti Reiki sulle persone che presentano sintomi di astinenza nel corso di un periodo di dieci anni presso il Windana Society Drug and Alcohol Withdrawal Centre a Melbourne. Hanno presentato lo studio “Reiki as an intervention in drug and alcohol withdrawal and rehabilitation” alla conferenza internazionale della Word Federation of Therapeutic sottolineando l’efficace riduzione delle sollecitazioni fisiche e psicosociali che si verificano durante l’astinenza ed il recupero (testo completo).

Lo studio ha esplorato i cambiamenti comportamentali nei residenti dopo il trattamento Reiki. Circa la metà del personale ha notato un miglioramento: maggiore calma, rilassamento, capacità di dormire bene, chiareza mentale. Per quanto riguarda l’atteggiamento dei residenti nei confronti del programma di riabilitazione e della vita in generale, il personale ha evidenziato nei pazienti una maggiore speranza e fiducia e la liberazione dalla percezione di sè come vittime della droga. Lo psicologo clinico, che ha visitato la clinica due volte, ha commentato: “…. Il trattamento Reiki sembra attivare un profondo cambiamento nella consapevolezza che permette ai pazienti di connettersi con gli aspetti del sé (mente e corpo) di norma non liberamente accessibili migliorando così l’autocomprensione“.
Lo studio ha esplorato anche gli effetti positivi del Reiki sulla diminuzione del dolore che è una delle ragioni per le quali alcune persone continuano ad usare droghe e hanno difficoltà a partecipare ai programmi di disintossicazione. Il sollievo dal dolore vissuto da molte delle persone in disintossicazione è un fattore che consente loro di rimanere nel programma e di fare scelte positive per il proprio futuro.
Anche il relax e la chiarezza mentale migliorano. I pazienti affermano che la mente pacificata ha permesso loro di pensare in modo chiaro e positivo. Alcuni equiparano gli effetti del Reiki a quelli della meditazione.
Per alcuni pazienti l’esperienza Reiki sembra portare con sè un senso di protezione: “Ho cominciato a sentire che ero una bella persona e che mio nonno stava vegliando su di me“; “Avevo la sensazione che tutto stava andando bene“; “Mi sono sentito avvolto di tenerezza e gentilezza e che le cose brutte scomparivano“.
E’ emersa anche una componente spirituale. I pazienti riportano spesso l’esperienza di essere in un stato diverso da quello ordinario di consapevolezza – una esperienza completamente nuova che essi descrivono come profondamente rilassante – sinonimo di esperienza meditativa. Inoltre, i destinatari del Reiki nella clinica raccontano di aver sperimentato un certo grado di elevazione che si potrebbe equiparare con una esperienza spirituale. Alcuni riconoscono nell’esperienza del trattamento di Reiki uno stato che, in precedenza, necessitava del consumo di farmaci e droghe. Sono piacevolmente sorpresi di constatare che un certo tipo di stato può essere indotto da mezzi totalmente naturali. Un residente ha dichiarato: Il Reiki è meglio di qualsiasi droga che abbia mai usato“.

Consulta gli altri Studi sul Reiki.

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