Effetti del Reiki nella gestione dei sintomi in pazienti oncologici: uno studio

Nel 2013 l’Asian Pacific Journal of Cancer Prevention ha pubblicato l’articolo “Effect of Reiki on Symptom Management in Oncology” che descrive i benefici del Reiki per la gestione del dolore, dell’ansia, della depressione e della fatica in malati di cancro attraverso la revisione sistematica di una serie di studi diversi.

Premessa

L’uso di Reiki è aumentato tra il personale sanitario negli ultimi 10 anni. Questa tecnica è conosciuta dai terapisti della riabilitazione che la praticano nella cura del paziente negli ospedali ma anche dal personale degli hospice, dai servizi di emergenza ai presidi psichiatrici, dalle case di cura alle sale operatorie (Miles e True, 2003; Vitale, 2007).
Il National Center for Complementary and Alternative Medicine (NCCAM) descrive il crescente interesse dei pazienti e degli operatori sanitari rispetto alle terapie complementari energetiche basate sul tocco. Il Reiki non dipende da cure ad alta tecnologia, è poco costoso, promuove un approccio olistico nella cura del paziente e favorisce l’auto-trattamento e il selfempowerment (NCCAM, 2008; Kryak e Vitale, 2011).
Uno studio fenomenologico qualitativo ha riferito che il 75% degli infermieri che praticavano Reiki si sentono più tranquilli, calmi, rilassati fornendo al contempo sessioni di Reiki ai loro pazienti (Whelan e Wishnia, 2003).

Il Reiki e la gestione dei sintomi del cancro

I sintomi correlati al cancro persistono per lunghi periodi dopo la diagnosi e il trattamento e possono peggiorare se la malattia progredisce (Sikorskii et al., 2011). Sistemi complementari e alternativi alla medicina sono stati messi in pratica in molti paesi per secoli, comprese le parti del mondo in cui l’assistenza sanitaria biomedica è prontamente disponibile. Si stima che circa l’80% della popolazione e circa la metà del mondo in via di sviluppo della popolazione del mondo industrializzato li utilizzino (Bodeker e Kronenberg, 2002; Sikorskii et al, 2011).
I malati di cancro che utilizzano CAM (medicina complementare e alternativa) rappresentano una sfida notevole per gli oncologi. Uno studio comprendente anche i paesi europei ha mostrato che la CAM viene utilizzata nel 15-73% dei casi (Lee et al., 2008). Un altro studio ha riportato che negli Stati Uniti, circa il 38% degli adulti (circa quattro su 10) sta utilizzando una qualche forma di CAM (NCCAM, 2008). La prevalenza del consumo di CAM nei pazienti con cancro turchi varia tra il 36 e il 81% (Gozum et al, 2003;. Ugurluer et al, 2007;. Can et al. 2009).

Uno studio ha verificato come l’utilizzo del Reiki durante la chemioterapia ambulatoriale sia associato ad un maggior comfort e benessere.
189 pazienti sottoposti a chemioterapia sono stati inclusi in modo casuale in tre gruppi (cure standard, placebo, trattamenti Reiki). Sono stati realizzati test pre/post l’infusione della chemioterapia. È emerso che la tecnica Reiki è statisticamente significativa nel migliorare il comfort e il benessere dei pazienti post-terapia (Catlin e Taylor-Ford, 2011)

Effetto del Reiki sul dolore

Lo studio di Olson et al. (2003) comprendeva 25 adulti che ricevevano cure palliative per una valutazione del dolore maggiore o uguale a 3 (scala VAS 10 punti) e che richiedono da due a cinque dosaggi di analgesia. Una significativa riduzione del dolore è stata riportata nei casi di utilizzo degli oppiacei + i trattamenti Reiki (oltre al miglioramento psicologico).

Birocco et all. (2012) hanno misurato gli effetti dei trattamenti Reiki sul dolore e l’ansia in pazienti che frequentavano il day hospital di oncologia e i servizi infusione. È emerso che il Reiki migliorava il benessere (70%), il relax (88%), il sollievo dal dolore (45%), la qualità del sonno (34%) e riduceva il dolore del 50%.

Lee et al. (2008) hanno condotto una revisione sistematica di studi randomizzati per misurare l’impatto del Reiki nella gestione del dolore. 2 studi su 5 hanno riportato una riduzione statisticamente significativa del dolore quando il Reiki è stato utilizzato in aggiunta agli agenti oppiacei, al riposo, o all’assistenza infermieristica convenzionale.

L’effetto del Reiki su ansia e depressione

Birocco et al. (2012) hanno evidenziato che le sessioni di Reiki erano utili per migliorare il benessere (70%), il relax (88%), il sollievo dal dolore (45%), la qualità del sonno (34%), e ridurre l’ansia. Il Reiki si è rivelato uno strumento promettente nel controllo dell’ansia, con una marcata riduzione del punteggio medio dopo ogni trattamento e una diminuzione di un terzo dopo 4 trattamenti.

Effetto del Reiki sulla fatigue e sulla qualità della vita

Tsang et al. (2007) hanno misurato gli effetti terapeutici di Reiki sulla fatigue e sulla qualità della vita in pazienti oncologici in uno studio cross-over. I 16 pazienti coinvolti hanno dichiarato miglioramenti nella fatigue all’interno della sessione di Reiki e nel corso di tutti e sette i trattamenti rispetto al gruppo di controllo. Miglioramenti sono emersi anche nella qualità di vita.

Conclusioni

Le tecniche che utilizzano l’energia Reiki sono ormai utilizzati nell’assistenza sanitaria per favorire il benessere, ridurre lo stress e aumentare il relax.
Ci sono ancora pochi studi sul Reiki e la ricerca su questo argomento deve essere incrementata in futuro.
Deng et al. (2009) dichiarano che le terapie basate sui campi bioenergetici sono sicure e possono fornire benefici per ridurre lo stress e migliorare la qualità di vita.

Per leggere l’articolo completo clicca qui.
L’articolo è stato pubblicato anche su PubMed.
Leggi tutti gli altri Studi sul Reiki e scopri gli Ospedali in Italia e nel mondo che lo utilizzano.

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