La pratica del tocco energetico influenza gli organismi presenti nell’ambiente: uno studio

Il tocco energetico modifica e altera anche il campo di coscienza di un altro organismo vivente non umano presente solo come testimone (non oggetto di alcuna intenzione diretta).

Nel 2003 la rivista Alternative therapies in health and medicine ha pubblicato la ricerca “The search for a biosensor as a witness of a human laying on of hands ritual” nella quale viene esplorata la possibilità che il tocco energetico influenzi gli organismi nell’ambiente circostante.

La guarigione intenzionale mediante l’imposizione delle mani è una terapia complementare molto popolare. Le precedenti ricerche su questo tipo di pratica sono state focalizzate sull’influenza dell’imposizione intenzionale delle mani sul paziente (o comunque su un modello biologico).

Roeland Van Wijk (Facoltà di Biologia alla Utrecht University nei Paesi Bassi) e Eduard P.A. Van Wijk (International Institute of Biophysics a Neuss in Germania) hanno esplorato invece la possibilità che l’atto di guarigione mediato dalla coscienza durante un rituale paziente-operatore modifichi e alteri anche il campo di coscienza di un altro organismo vivente non umano presente solo come testimone (non oggetto di alcuna intenzione diretta).
In questo caso l’organismo era un’alga verde molto diffusa, l’Acetabularia
, di cui sono state misurate le radiazioni attraverso un dispositivo automatico per la misurazione delle emissioni ultra-deboli di fotoni collocato nell’edificio in cui un operatore esperto (molto conosciuto nei Paesi Bassi) ha realizzato 36 sessioni di trattamenti con i suoi pazienti in 7 giorni.
Le principali misurazioni realizzate sono state il numero e la periodicità del conteggio dei fotoni.
I dati sono stati ottenuti in condizioni rigorosamente controllate. Allo stesso tempo le circostanze sperimentali erano identiche alla pratica, dove operatore e paziente si sentono familiari e si incontrano per il rituale di guarigione. Né l’operatore né il paziente erano a conoscenza della registrazione automatica dell’emissione di fotoni delle cellule di acetabularia e non erano disturbati dallo sperimentatore.

L’analisi dei risultati mostra che le distribuzioni del conteggio dei fotoni mostrano alcuni notevoli alterazioni durante i trattamenti effettuati dall’operatore sul paziente. I dati suggeriscono che durante la sessione si verifichi uno spostamento delle componenti cicliche dell’emissione di fotoni.
L’importanza dell’esperimento sta nella possibilità di verificare su base quantitativa l’influenza delle pratiche di guarigione intenzionale sulla fisiologia degli organismi viventi.

Per consultare il testo completo dell’articolo, clicca qui.
Lo studio è stato pubblicato anche su PubMed.

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