L’autotrattamento Reiki per il dolore cronico durante la pandemia da Covid-19: uno studio

Per contenere la pandemia da COVID-19, le raccomandazioni hanno spaziato dal distanziamento sociale alle restrizioni per gli spostamenti. Allo stesso tempo, proprio come tutte le altre malattie croniche, il dolore cronico ha continuato ad affliggere moltissime persone che ne erano affette. Definito dalla International Association of the Study of Pain (IASP) come un dolore che persiste o si ripresenta per più di 3 mesi, il dolore cronico oggi colpisce più di 2 miliardi di persone e rappresenta oneri sia sociali e finanziari pari a diversi miliardi dollari/euro.
Il distanziamento sociale imposto dalla situazione pandemica rappresenta una nuova barriera, aggravando i livelli di isolamento sociale nella popolazione affetta da dolore cronico.
La prima indicazione per la gestione del dolore è la consultazione di un professionista medico e/o paramedico ma le limitazioni e le restrizioni imposte dalle normative anti-covid, non solo non facilitano l’accesso all’assistenza sanitaria, ma tendono anche a rafforzare il processo di cronicizzazione. La pandemia di COVID-19 ha costretto la comunità medica e paramedica a ridefinire le proprie pratiche, in particolare attraverso tecnologie come il teleconsulto. Sebbene il teleconsulto possa aiutare a identificare la malattia, non può essere pienamente efficace quando è richiesta l’assistenza sanitaria faccia a faccia.
In questa difficile situazione, la medicina complementare e alternativa (CAM) è in forte espansione e potrebbe offrire nuove opportunità per gestire il dolore cronico, anche attraverso la tecnica Reiki.
Ad oggi gli studi si sono concentrati molto sui benefici dei trattamenti ricevuti da un operatore. In realtà il vantaggio del Reiki è che rappresenta una tecnica facile e veloce da apprendere e semplice da praticare: la persona che ha frequentato un corso può farsi auto-trattamenti ogni volta che vuole!
Le persone che hanno sperimentato trattamenti ricevuti o autotrattamenti hanno riportato positivi benefici in termini di gestione del dolore. Oltre al trattamento del dolore, è stato riportato che il Reiki potrebbe essere utile per gestire le componenti psicologiche connesse al dolore cronico (ansia, depressione…).
Dato che l’autotrattamento Reiki può essere uno strumento prezioso per la gestione del dolore cronico in questo tempo di pandemia, come può essere promossa questa pratica?
Vale la pena notare che Reiki è accessibile a tutti senza alcuna restrizione preliminare. La tecnica può essere insegnata da un Master Reiki che fornisce gli strumenti necessari per utilizzare, attraverso le proprie mani, l’energia che riequilibra nella zona del dolore. Inoltre, la capacità di percepire l’energia da parte della persona che riceve energia o, in questo caso, che realizza l’autotrattamento, non sembra essere correlata all’efficacia della tecnica che porta i suoi benefici a prescindere dall’abilità nel riconoscere le sensazioni. L’autotrattamento Reiki può essere praticato in qualsiasi momento della giornata, dal risveglio fino a poco prima di dormire (ma anche durante il sonno stesso!)
Il modo più efficace per comprendere il Reiki è ricevere un trattamento o praticarlo. Per raggiungere questo obiettivo, infermieri e medici possono essere veicoli preziosi per la diffusione del Reiki (oltre agli operatori Reiki).
Il Reiki è già presente in diversi ospedali in tutto il mondo, fattore che può anche aiutare a demistificare la pratica. Il passo successivo dovrebbe prevedere la realizzazione di sessioni di apprendimento con i pazienti stessi, ad esempio integrando il Reiki nel percorso medico.
In conclusione, la situazione pandemica rappresenta una condizione nuova e impegnativa per i pazienti che presentano dolore cronico. La medicina complementare e alternativa, in particolare la pratica del Reiki, ha mostrato risultati promettenti per ridurre il dolore e il disagio psicologico e per migliorare la qualità della vita. Sebbene la pratica dell’autotrattamento Reiki non sia stata ancora supportata da una forte medicina basata sull’evidenza, è lecito ritenere che potrebbe portare risultati positivi e potrebbe essere considerata come un’opzione per la gestione del dolore cronico in aggiunta e senza interferire con la medicina convenzionale, in particolare durante il periodo di pandemia.

Leggi il testo completo dello studio.

Consulta gli altri studi sul Reiki e l’utilizzo del Reiki negli ospedali in Italia e nel mondo.

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